biblofagia

Recensioni, impressioni e osservazioni su libri, articoli e testi vari letti o ascoltati (MP3)
Dante Balbo
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biblofagia

Messaggioda Dante Balbo » mer apr 07, 2004 2:38 am

biblofagia

a :idea: per non affamare il pensiero, condividiamo il cibo che altri pensieri hanno prodotto. Libri letti, che avremmo voluto leggere, di cui vorremmo sapere qualcosa, che portiamo come segrete gocce d'acqua nel deserto della vita. Libri che parlano di libri, in un rincorrersi virtuale e pure reale. Prima del 3d è nata alice nel paese delle meraviglie!
Libri da ascoltare come faccio io in file mp3 o registrati dalla pazienza sovrumana di lettori e lettrici masochiste su cassetta, libri annusati di stampa fresca o di muffa antica. Libri che impensieriscono e quando lo fanno sono finalmente cibo per la mente.
Quello che avete udito nel segreto sussurro di una pagina frusciante, se proprio non volete urlarlo sui tetti, perché vi perdereste nel brusio della follia metropolitana, venite a raccontarlo qui.
a rileggerci.

Dante Balbo
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il petalo cremisi e il bianco di M. Faber

Messaggioda Dante Balbo » mer apr 07, 2004 3:22 am

IL PETALO CREMISI E IL BIANCO di M. Faber

Oltre 900 pagine pubblicate da Einaudi in italiano, un libro ambientato fra il 1875 e il 1876, in una Londra in espansione. L'avventura di una prostituta che dai bassifondi in una casa ove la madre le ha insegnato il mestiere, sale progressivamente fino alla prigione dorata del suo amante, un giovane imprenditore da lei trasformato in un uomo di successo, ma privo al fondo di spina dorsale.
Un affresco crudo dell'età vittoriana, con tanto di moglie pazza, signora della buona società consunta, omnibus e odori, sapori, sensazioni tattili, sguardi che si allargano dai dettagli alle totali come vortici che si raggomitaolano su se stessi per perdersi in altri infimi frammenti fino al morso dei ratti sulle facce di bambini in abiti cenciosi.
La lettura non è delle più facili, sia per il realismo di certi dettagli, sia per l'interferenza dell'autore che si rivolge direttamente al lettore, dandogli del tu, cosa inaudita per l'ambientazione ottocentesca.
Tuttavia vi sono quadri di deliziosa civetteria, sconcertanti sprofondamenti nel banale quasi inconcepibile in cui è immersa una società intera e esempi di sanità relazionale inaspettati.
Il finale, aperto, lascia un senso di attesa, ma in rrealtà è una bella conclusione.
Se digitate il titolo in google, scoprirete che del romanzo si sta pensando una edizione cinematografica, ma purtroppo, ora non ricordo il regista.

Dante Balbo
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valutazione psichiatrica di Gesù: presentazione e critica

Messaggioda Dante Balbo » mer apr 07, 2004 3:49 am

Valutazione psichiatrica di Gesù: presentazione e critica


un saggio di a. Schweitzer, interessante soprattutto perché scritto nei primi anni del secolo scorso, con una sagacia e una precisione di pensiero laico notevoli.
Vengono prese in considerazione e smontate pezzo per pezzo le pretese di psicopatologia di Gesù avanzate da illustri studiosi, per mostrare la connessione stretta fra la vita di Gesù e la concezione apocalittica tardo-giudaica.
Non è proprio un saggio da spiaggia, ma potrebbe risultare stimolante per qualcuno.
Lo si trova in versione elettronica nel sito
www.studiumcartello.it.
Per gli audaci, provare a leggere anche il saggio di G. B. Contri relativo al Pensiero di Cristo come Pensiero di Natura, cioè sommamente sano. questo lo si trova nel sito www.fraternita-pensierodicristo.com. Spero sia giusto il link.

lucia
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Messaggioda lucia » mer apr 07, 2004 5:31 pm

grazie Dante, per i divoracarta questo topic è sommamente gradito: la Tati ed io spiluccheremo spesso

Por
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Messaggioda Por » gio apr 08, 2004 8:26 am

Contri è pazzo.

roby noris
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Messaggioda roby noris » gio apr 08, 2004 9:11 am

Giangiacomo Contri è uno psicanalista di indubbio valore anche se fra coloro che hanno un minimo di competenza in materia certamente ci sono anche coloro che non lo apprezzano e non condividono le sue posizioni. Il fatto che i non addetti ai lavori possano non capire nulla di ciò che scrive non giustifica l'appellativo ingiurioso di "pazzo". Non sta a me prenderne le difese sul fronte psicanalitico ma mi dispiace che il forum di Caritas Ticino diventi il luogo di espressione libera di insulti da parte di chi, a mio parere, oltre a mancare di lucidità di giudizio, manca soprattutto del senso della misura. Gli attacchi personali infatti non credo possano aiutare nessun tipo di riflessione.
Evidentemente si tratta di stabilire quale livello di comunicazione si voglia stabilire su un forum come questo ed è ovvio che abbiamo parametri diversi.

Por
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Messaggioda Por » gio apr 08, 2004 12:27 pm

Non voleva essere un insulto. Apprezzo molto Contri, del quale leggo spesso gli articoli e che ho avuto il piacere di incontrare qualche anno fa. L'aggettivo "pazzo" non voleva significare "malato di mente", era piuttosto affettuoso... chiedo scusa, è vero che questo forum non è come quello della colonia dove tutti si conoscono e possono permettersi di buttare lì frasine senza paura di essere mal capiti... È un po' difficile cambiare registro così di punto in bianco...

Comunque Roby prima di aggredirmi potresti chiedermi di precisare la mia opinione...

Por
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Messaggioda Por » gio apr 08, 2004 1:25 pm

Ecco un piccolo estratto dell'articolo proposto da Dante, l'aggettivo "pazzo" utilizzato sopra era una semplice emanazione della mia frustrazione dovuta all'incapacità di capire fino in fondo le dotte elucubrazioni di Contri.

Domani come il luogo temporale della rimozione. Rimozione
vuol dire spazzare a domani, fare del domani la pattumiera del
pensiero malato o peggio, del pensiero di natura inibito o peggio. E
questo rimando richiede una spesa, ripetuta e accresciuta, forze
sprecate per questa quotidiana nettezza urbana, per amministrare in
qualche modo questo rimando. Un’amministrazione produttiva di
conformità deforme, di sistematica disseminata delle discariche dei
suoi resti, di un ordine disordinato: Civiltà come ossimoro
permanente

Il rimosso o rinviato non si lascia rinviare poi tanto. La
similitudine migliore che trovo per la rimozione è il caso del prestito,
preso da un amico o da una banca. Il prestito sarà concesso, vuoi per
le ragioni tipiche della banca, vuoi perché l’amico è disponibile, ma
in ambedue i casi un giorno dovrà essere onorato, c’è scadenza. Nel
momento in cui il prestito risulterà non onorato, cioè rimosso, vi sarà
ritorno del rimosso: l’amico mi farà perdere almeno la sua amicizia, e
anche quella di altri amici, e la banca farà tutto ciò che è facile
immaginare. È il ritorno del rimosso.

È pesante, il ritorno del rimosso. Di felice ha solo il fatto che la
rimozione fallisce, ossia che l’inettitudine umana non è totale.
Detto in un altro modo: il mondo della pietra scartata - per chi
se ne intende rinvio alla dura accezione giovannea di «mondo» - è la
civiltà incivile della pietra scartata.

Dante Balbo
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Messaggioda Dante Balbo » ven apr 16, 2004 12:38 am

:DCUSSLER CLIVE, LO ZAR DEGLI OCEANI
Un libro per la piscina, letto uno letti tutti, distensivo, senza pretese, in un mondo in cui i cattivi sono sempre cattivi e i buoni sempre buoni. Cussler Clive è un autore che ha saputo idealizzare il suo lavoro di recupero navale noioso, facendolo diventare un'avventura con personaggi così stereotipi da risultare simpatici. In questa sua ennesima fatica i protagonisti sono Kurt Austin e Joe Zavala, gli specchi di altri due personaggi protagonisti di molti romanzi precedenti, Dirk Pitt e Al Giordino. La scomparsa dei Romanov ultimi zar di tutte le russie e un revival nazionalistico monarchico messo in piedi da un monaco equivoco e da un mafioso russo, belle donne, motori di ogni mezzo, e colpi di scena in rutilante fuoco d'artificio. Tutto per oltre 450 pagine di relax.
a me non dispiaciono queste letture, soprattutto per distrarmi dal "sociale", anche se la qualità letteraria è da bistecca e patatine.
D.G.B.

Dante Balbo
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Messaggioda Dante Balbo » ven apr 16, 2004 12:40 am

chi ha letto non ti muovere della mazzantini?
Me ne dite qualcosa?
D.G.B.

lucia
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Messaggioda lucia » dom apr 18, 2004 7:50 pm

letto l'estate scorsa: sicuramente altro rispetto a Cussler( che anche a me piaceva, per i primi 5 tomi pubblicati) ma non il libro che ti fa stare col fiato sospeso: avevo sempre l'impressione che di li ad un attimo sarebbe decollato, e non arriva mai quel momento.
Scrive bene la Mazzantini, scorrevole, non "banale di moda",ma cercando di offrire riflessione ad un mondo che non ne cerca.
Un personaggio, il papà, con una coprotagonista, che finisce per essere di ben altro spessore umano rispetto a lui.
Tutti gli altri non lasciano durevole segno.

Lo stesso gusto in bocca che avevo dopo...oh Gesù, l'alzheimer, lo scrittore italiano morto circa un anno fa, che ha scritto del suo figlio con una tetraparesi spastica

lucia
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Messaggioda lucia » dom apr 18, 2004 7:51 pm

Pontiggia

ma come si chiami il libro non mi è ancora venuto in mente

lucia
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Messaggioda lucia » gio apr 22, 2004 2:16 pm

Nati due volte

paolo
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Messaggioda paolo » gio apr 22, 2004 9:13 pm

Alois :oops:

lucia
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Messaggioda lucia » dom apr 25, 2004 12:56 pm

già :?

Dante Balbo
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Messaggioda Dante Balbo » mar mag 04, 2004 10:57 pm

WODEHOUSE P. G., ARCI JEVES
Raccolti in un unico volume edito da Mondadori tre romanzi del esilarante romanziere di Amore fra i polli. Un tuffo nella comedia dell'arte alla Molière o di certi films di equivoci tipici della cinematografia francese, con un linguaggio moderno e nello stesso tempo assolutamente acronico. La ricchezza linguistica di un autore inglese che ha pubblicato più di cento romanzi, in certo modo tutti uguali, a sentire la prefazione a questa raccolta, ma tutti diversi. I tre contenuti in questo volumeeffettivamente sono proprio così, con eroi in bombetta, intrecci amorosi in cui il casto sbaciucchiarsi in pubblica vista è il non plus ultra della manifestazione erotica, eppure pieni di stupore e di freschezza da maschere veneziane o fanciulle inglesi siano esse gran dame o servette. protagonista il domestico Jeves adornato di "feudale" venerazione per il padrone, ma con un cervello nutrito a tonnellate di fosforo ingurgitato anche con la pasta d'acciughe se necessario, che pur vivendo nell'ombra, di fatto illumina il racconto dall'inizio alla fine, risolvendo come in un finale di Sherlock Holmes il "caso" e fornendo i pezzi mancanti del puzzle. Niente di giallo, comunque, se non la crema alla maionese che come un velo si stende sulle tartine e sui pensieri annebbiati dei personaggi, rafforzandone l'energia per le epiche imprese che dovranno affrontare, la più perigliosa delle quali senz'altro fu quella di chi dovette parare l'assalto concertato di ben cinque, dicasi cinque zie.
:D Carino.
D.G.B.

Dante Balbo
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Messaggioda Dante Balbo » mar mag 04, 2004 11:07 pm

RINO CAMILLERI, LA VERA STORIA DELL'INQUISIZIONE, PIEMME EDIZIONI

avvincente come un romanzo, si legge come un articolo di giornale, documentato, senza timore di ammettere le responsabilità della gerarchia ecclesiastica quando vi furono, ma senza complessi da cattolico autoflagellante. questo il profilo di un saggio che si legge in poco tempo e che fornisce molte informazioni di cui io, perlomeno, ero all'oscuro e non per ragioni tecniche mie proprie, ma perché come tutti ho vissuto all'ombra degli insegnanti di storia che si sono ingoiati amo e galleggiante con l'esca del medioevo oscuro e dell'inquisizione genocida e assassina di donne illuminate.
provare per credere.
D.G.B.

Manuela
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Messaggioda Manuela » dom lug 18, 2004 6:56 pm

Dantino caro, i libri che tempo fa mi avevi consigliato a proposito dell'antico Egitto, erano questi tre giusto?

- "Il dio del fiume"
- "I figli del Nilo"
- "Il Settimo Papiro"
di Wilbur Smith

O ce ne erano altri che ignoro? E l'ordine da seguire nel leggerli era questo?

paolo
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Messaggioda paolo » mar ago 31, 2004 6:51 pm

Manuela ha scritto:... antico Egitto ... di Wilbur Smith ... altri che ignoro...


si, pur essendo un grafomane, sono solo questi;
sull'egitto non ne ha scritti altri. vedi: http://www.wilbursmithbooks.com/

Dante Balbo
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Messaggioda Dante Balbo » sab gen 01, 2005 2:09 pm

Antonia Arslan La masseria delle allodole Rizzoli 2004.
quando la poesia e la tragedia si incontrano, in un passato che filtrato dal tempo diventa mitico eppure sapido del ferro dolciastro del sangue nella bocca, quando lo sguardo di una donna riscorre sulle sue radici ritrovandole in una storia senza gloria eppure con l'eroismo della vita aggrappata alla vita, allora nasce un romanzo come la masseria delle allodole, che ci riporta in un periodo tragico della storia dell'anatolia, intorno alla prima guerra mondiale, acanto a un popolo, gli armeni, la cui tragedia sarà conosciuta solo molti anni più tardi. Ma qui non è l'interesse storico o revisionistico ad animare l'autrice ma la sua vicenda personale, uno spunto autobiografico per trasformare in arte ciò che altrimenti potrebbe essere banale o banalizzato meglio perché storia di famiglia raccontata da un nonno che i nipoti ormai considerano rincitrullito.
Leggete il prologo e vi innamorerete di questa scritrice, scoprendo che la medesima poesia scorre lungo tutto il romanzo, anche se affogata nella tristezza degli orrori che racconta. Non c'è astio né condanna, ma dolore profondo e distante insieme, lutto che diventa nostalgia che fa resuscitare l'odore della polvere del deserto, gli eroismi semplici e coraggiosi di donne e uomini che hanno sperato oltre la decenza.
La masseria delle allodole, non è un libro, è un diario, scovato in un baule, un album di vecchie foto, crude e dolci, spietate e tenere, senza malizia o livore, sfogliato con lucidità appassionata, che diventa inevitabilmente poesia.
D.G.B.

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Messaggioda giardiniere dell'Eden » gio gen 12, 2006 8:11 pm

A proposito di Contri.
Freud si esprimeva in modo semplice. Basta leggerlo. Lacan prima e poi oggi Contri sembra che invece di svelare vogliano ulteriormente celare. Eppure, uno bravo come Contri sa perfettamente che questo esprimersi iperlogico non va molto lontano. Molti pendono dalle sue labbra però.
Urge un decodificatore, se quello che forse si può intuire che dica risulta poi veramente geniale.

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Messaggioda giardiniere dell'Eden » ven gen 13, 2006 11:28 pm

Proporrei un libro autobiografico: Tim Guenard - Più forte dell'odio. (non mi ricordo l'editore). Un libro durissimo, da far accapponare la pelle, ma molto
ricco. Non lascia indifferenti.
Ho avuto l'occasione di ascoltare l'autore in un luogo della Svizzera francese. Bizzarro come chiama il Signore; per lui è il Big Boss.

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Messaggioda giardiniere dell'Eden » dom gen 15, 2006 7:48 pm

Un altro libretto da leggere.
Si tratta di "STORIE DI AMICIZIA di Giovanni B. Pedrazzini, edizioni Fontana." Un libro di 80 pagine, uscito sotto Natale. Sono sei storie di altrettante persone che "hanno lasciato impresso un solco profondo" nell'autore. L'ultima è dedicata a Gianna Bernasconi -missionaria. Il ricavato della vendita di questo libro sarà usato per la sua opera.
Giovanni B. Pedrazzini e uno dei fratelli del Pedrazzini consigliere di Stato. Cardiologo, lavora al Cardiocentro di Lugano. Talvolta scrive sul Gdp.

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Eugenio Corecco un vescovo e la sua chiesa

Messaggioda giardiniere dell'Eden » ven gen 27, 2006 8:16 pm

Edito da Cantagalli, curato da don Ernesto W. Volonté (rettore del Seminario diocesano san Carlo e docente alla Facoltà di Teologia di Lugano), è stato pubblicato il libro in due volumi Eugenio Corecco, un Vescovo e la sua Chiesa. Vol.1: la vita della chiesa, le vocazioni nella chiesa; vol.2: chiesa e mondo, la santità nella chiesa.

"A dieci anni dalla dipartita di S.E. Mons. Eugenio Corecco rispunta in me, sempre più forte, la domanda:- Per quale disegno misterioso il Padre che è nei cieli ci ha sottratto così presto una figura di uomo, di cristiano e di pastore così imponente?- Mi rendo conto che si tratta di una tentazione e, tuttavia, anche dopo la recente esperienza dell'XI Assemblea del Sinodo dei Vescovi sull'Eucarestia, non posso fare a meno di affermare che se Corecco fosse tra noi di questi tempi non poche urgenze che provocano i cristiani troverebbero nella sua fede e nella sua acuta riflessione originali suggerimenti ed accurati tentativi di risposta. ..."
(dalla Premessa del Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia)


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