but the forum is really really online?????

riflessioni, comunicazioni e curiosità
roby noris
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but the forum is really really online?????

Messaggioda roby noris » sab lug 17, 2004 9:52 pm

Paolo Rovelli mi manda questo messaggio:

fai partire un poll con le seguenti opzioni:

a) battiamo tutti la fiacca
b) siamo (quasi) tutti in vacanza
c) dopo l'entusiasmo iniziale...

... che tristezza. mi mancate.


Ha ragione perché anche se è vero che c'è aria di vacanze e anch'io con la mia Dani e il trike ce ne andiamo a spasso per l'Europa da lunedì o martedì, la questione di questo spazio di riflessione va ben al di là della questione vacanze.
Che dire? Vi posso solo passare sottobanco o in anteprima alcune riflessioni che ovviamente mi stanno molto a cuore e che saranno pubblicate sull'imminente prossimo numero della rivista Caritas Insieme appunto sul FORUM. Un grazie di cuore a quei pochi, come Paolo, che contribuiscono a questo sforzo impari per aprire davvero nuovi spazi di riflessione. E buone vacanze a chi le fa.


Dalla rivista Caritas Insieme n.3 "004
IL FORUM È ONLINE: http://forum.caritas-ticino.ch
Uno spazio virtuale di incontro, di comunicazione e di approfondimento per una Caritas Ticino che guarda al futuro

Di Roby Noris


In aprile sul sito internet di Caritas Ticino è nato un FORUM di discussione. Ma cosa è un forum online? Per coloro che non navigano su internet o usano poco la rete ecco nel riquadro alcune note esplicative che si leggono entrandovi per la prima volta. Si tratta di un luogo virtuale di discussione suddiviso per argomenti che in parte vengono gestiti da chi organizza il forum ma in buona parte sono il risultato dell’interazione dei visitatori del forum. Una serie di categorie e sottocategorie di base ospitano messaggi che possono spaziare ampiamente per tematica, obiettivo, lunghezza, stile e modalità. Si può esternare sentimenti e impressioni improvvise o proporre approfondimenti ricercati. Si può esprimere il proprio assenso con un monosillabo o rilanciare l’argomento con un nuovo angolo di osservazione, ci si può divertire o approfondire tematiche serissime. Evidentemente bisogna avere un computer in rete e accenderlo spesso o averlo sempre acceso, poi a intervalli entrare a fare una velocissima visita nel forum per vedere se ci sono nuovi interventi come con la posta elettronica, oppure entrandoci quando si ha qualcosa da scrivere per comunicarlo ai frequentatori del forum.
Ma perché un forum di Caritas Ticino? La cosa non nasce da una trovata di marketing, ma da alcune profonde convinzioni sulle dinamiche della comunicazione di massa che si stagliano all’orizzonte, con cui faremo i conti fra qualche anno anche noi.

Meno carta e più elettronica
La prima è che la comunicazione su carta non avendo più il primato assoluto quanto al mezzo tecnico, diventerà sempre più una scelta che si dovrà fare in alternativa ad altro; questo credo determinerà da una parte il consolidarsi sempre più di alcune forme irrinunciabili come ad esempio certi libri che oltre ad essere un veicolo di comunicazione sono anche oggetti con cui si stabilisce una relazione quasi indipendente dai messaggi ivi contenuti, ma dall’altra la diminuzione di interesse per diverse forme di comunicazione su supporto cartaceo che saranno sostituite da modalità alternative come quella elettronica.

La pigrizia del comunicare
L’altra convinzione da cui nasce il forum è che l’interattività o la passività nella comunicazione dipende solo in parte dalla pigrizia personale e collettiva ma anche dai mezzi a disposizione che possono aiutare a lanciarsi nella comunicazione o a bloccarla irrimediabilmente. Credo che lo sviluppo degli SMS (messaggini telefonici) o l’uso specifico della posta elettronica (non solo come alternativa postale tradizionale) in larghe fasce della popolazione terrestre negli ultimi anni chiarisca l’idea: non è nemmeno lontanamente paragonabile la quantità di questi messaggi con quella dei messaggi tradizionali (lettere e telefonate) che le stesse persone avrebbero inviato anche solo cinque anni fa. Se quindi si dispone di un mezzo di facile accesso che non chiede un impegno particolare, si è molto più disponibili a entrare in comunicazione anche con chi non possiamo incontrare di persona. Un SMS abbreviato e scritto col dizionario automatico, è approssimativo e sommario ma accettabilissimo da tutti; quando lo scriviamo il nostro investimento è minimo, e questo vale anche per la posta elettronica dove non ci preoccupiamo più dell’impostazione grafica, dell’intestazione e dei preamboli, delle conclusioni e dei saluti e dove anche l’espressione del contenuto centrale ci preoccupa molto meno perché è accettata anche una forma più sbrigativa e grossolana di quanto ci si permetta in una lettera di carta. Non è evidentemente vietato scrivere in modo ricercato e forbito ma non è obbligatorio e questo ci permette di scegliere e talvolta di non rinunciare a comunicare anche se abbiamo pochissimo tempo o non ci sentiamo in fase creativa.

Risposte solo online
Altra convinzione in fine è quella che essere in rete per lavorare, divertirsi, imparare, comunicare e curiosare sarà sempre più un fatto acquisito e non qualcosa che fanno quelli che amano la tecnologia. Abbiamo ancora delle “interfacce” troppo complicate che richiedono fatica e un certo impegno per un uso corrente della rete, ma se avessimo ad esempio canali televisivi e rete internet sugli schermi televisivi casalinghi con comandi base come un televisore e un tastierino da cellulare o meglio ancora comandi vocali, probabilmente essere in rete sarebbe una scelta tanto quanto quella di avere o meno il telefono e la TV. Siamo ancora lontani da questi scenari – meno di quanto si creda - e a seconda degli ambienti che frequentiamo possiamo anche non essercene accorti, ma in rete oggi c’è proprio tutto e fra non molto anche molte informazioni di uso quotidiano non saranno più “anche” in rete ma “solo” in rete.

Un pensiero che nasce dal lavoro
Il forum nasce quindi su questo sfondo di considerazioni sui cambiamenti nell’universo della comunicazione di massa, partendo da un’idea che sempre più mi sembra valga la pena di ripetere riguardo a Caritas Ticino: ciò che conta di più non sono i progetti, i servizi e le attività che realizziamo ma il pensiero che da questo lavoro si rielabora continuamente in termini di metodo di intervento sociale, modalità di lotta alla povertà nel solco della dottrina sociale della chiesa, modelli di sviluppo economico-sociale. Possono sembrare pretese altisonanti ma sono solo il tentativo di tradurre una ricchezza straordinaria di esperienze in pensiero sociale che può diventare oggetto di scambio dialettico con la possibilità di rinnovarsi continuamente.

Sognando di abbattere muri virtuali
Il forum naturalmente propone ed è aperto a un ventaglio molto ampio di temi, ma ciò che più ci sta a cuore è tutto quello che gira intorno alle grosse questioni dell’esistenza e dell’organizzazione umana o in termini più semplici come immaginare e costruire un mondo migliore.
Se la trentina di iscritti attualmente al forum diventassero 300 o 3000 come nei forum di musica, cinema, tecnica o giochi, allora ci sarebbe quel potenziale di curiosità, idee, riflessioni, e desiderio di approfondimento personali che potrebbero dar luogo a un’agorà dove si mettono in comune tasselli di vita e di genialità personali nascoste o rattrappite da pigrizia e mancanza – reale o presunta – di tempo, superando frontiere fisiche e forse anche mentali.
Lasciatemi sognare un po’ anche se poi so che mi sveglierò in quel mondo che conosco bene dove professionisti, intellettuali e laureati fanno fatica a scaricare tutti i giorni la posta elettronica e a risponderti anche se ci vogliono solo pochi secondi

Manuela
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Re: but the forum is really really online?????

Messaggioda Manuela » dom lug 18, 2004 6:36 pm

roby noris ha scritto:dove professionisti, intellettuali e laureati fanno fatica a scaricare tutti i giorni la posta elettronica e a risponderti anche se ci vogliono solo pochi secondi


Ahahah, mi viene in mente una persona che in ufficio siede proprio in faccia a me, ma chi sarà mai?? :D

Io credo che la "fiacchezza" del forum sia dovuti a diversi aspetti, del quale il più rilevante, a mio parere, sia il fatto dei pochi iscritti. Mi spiego:
come lo stesso Roby ha detto, ci sono circa 30 persone iscritte, di queste 30 ce ne sono grosso modo una decina che intervengono (che postano) in una determinata discussione. E finche il topic è agli inizi allora ok, si avranno diverse risposte, ma per quanto? Due settimane? Perchè purtroppo, essendo solo in 10 si hanno pochi punti di contrasto, poche diverse opinioni.
Fin tanto che si inizia a discutere allora va, si iniziano a esporre le proprie idee, l'altra persona "antagonista" confuterà le nostre opinioni apportandone altre; a nostro favore arriverà un altro utente che dirà: "no io sono d'accordo con... perchè a mio avviso..." e così via fino alla decima persona.
Ma quando si sono contestate le idee, per poche pagine, poi finisce tutto lì perchè non si hanno nuovamente altre opinioni da apportare e si decide di non più, giustamente, ripetere quelle già dette.
Quindi non essendoci nuove persone che apportano nuove opinioni e nuovi punti di vista, non ci sono più idee (su quel determinato argomento), non essendoci più idee non ci sono più contrasti e di riflesso più post. Quindi un topic "muore".
Quindi le argomentazioni apportate da 10 soli utenti non possono essere tante quante quelle apportate da 100 o 1000.

Ma sono stata abbastanza chiara? Mi pare un po' tutto complicato ciò che ho scritto.. In caso non aveste capito chiedo scusa e prego gentilmente di farmelo notare in modo che possa rispiegare in modo più esauriente.

lucia
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Messaggioda lucia » lun ago 09, 2004 4:50 pm

non è certamente solo il numero di utenti che determina la vivacità del forum, ma molti altri paramentri danno un contributo; io sono una frequentatrice poco assidua di questi spazi, ed oltre a questo, partecipo solo ad un altro luogo; ma li, su un solo topic, con un numero paragonabile di partecipanti/ di iscritti, siamo arrivati a pag 39!
È vero che i partecipanti sono più "omogenei", tutti partecipano alla colonia dell'Unità di lavoro sociale"; ma altrettanto disomogenei per quel che riguarda età, formazione, passione informatica ecc.

mi trovo per es spesso, leggendo i corposi interventi "filosofici", a chiedermi quanti li leggeranno per intero, li capiranno, e troveranno argomenti per rispondere

Por
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Messaggioda Por » mer ago 11, 2004 10:23 am

io sono una frequentatrice poco assidua di questi spazi


:lol:

lucia
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Messaggioda lucia » gio ago 12, 2004 3:01 pm

è vero:nel forum della colonia entro quotidianamente, qui in media una volta alla settimana

paolo
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Messaggioda paolo » mar ago 31, 2004 6:46 pm

per sua natura un forum (e il web in genere) è (ma sarebbe meglio dire: dovrebbe essere) un luogo immediato e "sintetico" (= breve).
non mi sembra.
la voglia di precisione, di puntigliosità, di perfezione, ... (ecc.) costringe a essere tutti un po' grafomani (anch'io hic et nunc).
vedersi sbattere in faccia un contributo di un centinaio di righe... fa scappare verso altri lidi.

:oops:

tati
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Messaggioda tati » mer set 08, 2004 12:55 pm

Sono d'accordo con il Paolo, ma è un'opinione del tutto personale. Seguo il forum della colonia, le persone pur vivendo vite assolutamente diverse hanno un punto in comune, la colonia e si conoscono bene, è possibile raccontare tutto o niente, e al giudizio su una qualche stupidaggine prevale l'ironia della pacca sulla spalla. Qui gli i post sono come degli articoli, non riesco ad arrivare in fondo, per argomenti simili affrontati in quel modo preferisco allora una rivista, un giornale o un sito web con immagini.
Se ho tempo e saltuariamente seguo anche un blog su repubblica, interventi brevi ma non stupidi, opinione dispararte, ironia, stupidaggini ma anche spunti di riflessione e nuove letture.

roby noris
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Messaggioda roby noris » mer set 08, 2004 7:55 pm

beh meglio del silenzio estivo! ma francamente non capisco perché sia un problema che qualche spazio di riflessione in questo forum sia dato ad articoli e a considerazioni ampie e forse noiose, visto che la maggior parte degli spazi riportano contributi brevi. Scorrete l'indice e la proporzione vi apparirà chiara. Ed evidentemente "Quando scompare il senso religioso" è quasi una provocazione, ma c'è chi si diverte e per gli altri basta postare nel resto forum che di per se darebbe parecchie possibilità.

Por
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Messaggioda Por » mer set 08, 2004 10:05 pm

Il problema, reso evidente da un maldestro post del sottoscritto qualche tempo fa, è anche dato dal fatto che il forum di Caritas è pubblico, cioè aperto a tutti coloro che, probabilmente interessati dalle attività di Caritas Ticino, decidono di farci una visita. Le opinioni qui espresse sono visibili e interpretabili da persone che non sanno assolutamente niente di chi scrive, e che hanno una certa aspettativa su ciò che leggeranno. Un forum privato (come quello della colonia, che è stato "privatizzato" dal Bas proprio perchè letti fuori contesto alcuni contenuti potevano dare adito a interpretazioni e commenti inopportuni di persone estranee a questa esperienza) è uno spazio relativamente intimo, in cui chi scrive e chi legge si conoscono e le cose rimangono "in famiglia".

roby noris
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Messaggioda roby noris » gio set 09, 2004 7:12 am

è vero quanto dice Por. Ma la questione vera è che la scommessa (che probabilmente perderò come tante altre che puntano forse troppo in altro) è che sia possibile creare luoghi virtuali di RIFLESSIONE e APPROFONDIMENTO SUL SOCIALE con la possibilità accessoria, ma solo accessoria di scambiarsi amenità che fanno sempre bene e sdrammatizzano le riflessioni troppo serie. Poi c'è spazio per cinema e comunicazione ed altro ma l'obiettivo primario è "Il sociale". Ora se non c'è la massa critica di possibili partecipanti alla riflessioni il forum non può funzionare. Nel nostro caso con una trentina di iscritti e a malapena una decina che scrivono qualcosa ogni tanto non ci siamo nemmeno lontanamente. A me interessa molto il lavoro di approfondimento sulle questioni sociali che hanno dato origine all'idea di creare questo forum ma praticamente tutti quelli che conosco che hanno gli strumenti e l'interesse per fare questo tipo di lavoro di approfondimento forse non lo faranno mai su un forum online. Confesso che sarei meno dispiaciuto se almeno lo facessero con altri mezzi, scrivendo regolarmente articoli, qualche libro o altro, ma di fatto mi sembra siano talenti che non sono utilizzati secondo le potenzialità. Perché non chiudo il forum? Siccome conosco poca gente (e gli operatori di Caritas Ticino che dovrebbero usarlo lo ignorano) e quindi spero che col tempo (e alcune operazioni promozionali, link ecc.) forse piano piano altre persone che hanno interesse e disponibilità a questa modalità di comunicazione e approfondimento potrebbero scoprire questo forum. E forse bisognerà usare l'inglese. So che forse sarebbe più ragionevole chiudere senza perdere inutilmente altro tempo, ma chi mi conosce sa che è tutta la vita che cerco di fare cose donchisciottesche che naturalmente solo molto raramente funzionano. Mi fermo perché se no il post risulta troppo lungo a quei pochi che ancora usano il forum. Amen :shock:

Por
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Messaggioda Por » gio set 09, 2004 8:29 am

Vabbè, lasciarlo aperto non costa poi così tanto, no? Pur se poco, è un forum ben frequentato...

lucia
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Messaggioda lucia » dom ott 03, 2004 9:20 am

buona la successione degli ultimi due interventi, con le aspettative, o le aspirazioni altissime di uno e la minimalistica lettura della realtà di un altro dei protagonisti

azzeccata la lettura del direttore, chi ha i mezzi intellettuali per rendere comprensibile la discussione a tutti, non frequenta questi luoghi.

i link possono servire

e forse anche gli inviti personali


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