Spensieratezza mediatica

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Dante Balbo
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Spensieratezza mediatica

Messaggioda Dante Balbo » gio feb 10, 2005 8:15 am

vi propongo un pezzo ricevuto in rete


Franco Monteleone: '900, secolo dell'immaginario

Franco Monteleone è un dirigente RAI e da molti anni ha unito al suo lavoro la riflessione storico-critica sul sistema della comunicazione. Tra i suoi saggi
ricordiamo Storia della radio e della televisione in Italia, L'emergenza telematica.Nuovi media, nuovi mercati, nuove regole, La radio che non c'è

Lei ha definito il novecento come il secolo dell'immaginario. Internet è una naturale evoluzione di questo?

No, internet è la negazione dell'immaginario. La modernità sostanzialmente, dal punto di vista della comunicazione, si svolge su due binari. Da un lato
la ricerca del piacere, delle emozioni, della gradevolezza, che ci hanno dato anche il teatro, il cinema, la televisione, e così come noi siamo abituati
a consumarli questi mezzi ci danno piacere, emozioni. Fanno appello ad un bisogno d'emotività e di gusto quindi toccano tasti di tipo estetico: la bellezza,
l'armonia, la gradevolezza. Internet è un servizio almeno per ora. Non so cosa diventerà in futuro.

In altre parole, io vado su internet perché ho bisogno di trovare qualcosa e avere degli elementi d'informazione specifici. Tutto questo naturalmente ha
anche un aspetto di piacevolezza, nel senso che posso anche navigare nella rete e soddisfare un mio bisogno di, come io la chiamo, "spensieratezza mediatica".
Cioè un bisogno di non pensare più agli affanni della mia vita privata. Non è vero che siamo angosciati dal tempo. Siamo in un momento in cui il bisogno
di riempire il tempo vuoto è enorme, e sarà sempre più così. Non solo perché il lavoro si contrarrà sempre di più, ma perché ci sarà sempre meno lavoro
purtroppo.
Il rapporto con internet è assolutamente difforme da quello che è il rapporto con i media generalisti. Non moriranno: la televisione non scomparirà, la
radio non scomparirà, si trasformeranno, così come anche il giornale. Internet è un'opportunità ulteriore rispetto ad un mondo che ne ha già tante altre.
Il grado di trasformazione di internet è ciò che non sappiamo e sul quale non vale la pena di fare previsioni, poiché tutte le previsioni sono destinate
ad essere poi messe in crisi.

Quindi per lei la funzione informativa è quella principale per internet. Ma non c'è il rischio che l'eccessiva informazione porti poi alla distrazione?
La domanda è assolutamente giustissima. E'la domanda che ci poniamo tutti noi. Occorrerà certamente un controllo, una normativa. Questa è una fase iniziale
pionieristica. Questa fase io la omologo alla fase pionieristica della radio a galena degli anni '10. Siamo lì. Il grado di accelerazione sarà velocissimo
e nei prossimi quindici anni ne vedremo delle belle. E' probabile che noi potremo andare in giro con un piccolo computer nascosto in tasca. Esercitarsi
sulla proliferazione di queste innovazioni è un po' assurdo. Quello che invece bisogna fare è la cultura dell'innovazione. Non possiamo lasciarci sorprendere
dall'innovazione. Dobbiamo dominarla con le normative.

Che rapporto ha con la rete?
Onesto. Quando mi serve ci vado, non navigo a vuoto. Ho cose più interessanti da fare. Significa anche andare a passeggio per la città, vedere una mostra
d'arte. Stiamo attenti all'omologazione dell'uso del tempo libero. Può essere catastrofico. L'idea che un giovane possa stare 4/5 ore su internet è demenziale.
Non dobbiamo perdere il senso della qualità dei nostri comportamenti. Non possiamo perdere il senso di un'innovazione tecnologia straordinaria.

Ha detto provocatoriamente che internet non è un mezzo di comunicazione di massa. Ci spieghi meglio.
Il criterio della comunicazione di massa, così come lo abbiamo esperito nel 900, sta finendo. E' una comunicazione personalizzata. Si va su internet per
trovare una cosa che le serve.

Lei diventerà anche uno storico di internet?
Be.aspettiamo che internet diventi materia di storia, per ora non lo è.

Monia Alessandrini

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D.G.B.

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