SULL'INDISPONIBILITA' DELLA VITA UMANA

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giardiniere dell'Eden
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SULL'INDISPONIBILITA' DELLA VITA UMANA

Messaggioda giardiniere dell'Eden » dom feb 22, 2009 4:22 pm

Per cominciare segnalo un sito che non è proprio cattolico, ma che ha il merito di presentare bene il tema: Chiesa cattolica e pena di morte.

http://www.uaar.it/ateismo/controinform ... -di-morte/

(...)Nel 2004, prima di venir eletto papa, in un Memorandum per la conferenza episcopale degli USA, occasionato dalla candidatura alle elezioni di politici cattolici che fanno campagna sistematica per l'aborto, il cardinale Ratzinger aveva scritto:
"Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell'aborto o dell'eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull'applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la santa comunione.
Mentre la Chiesa esorta le autorità civili a perseguire la pace, non la guerra, e ad esercitare discrezione e misericordia nell'applicare una pena a criminali, può tuttavia essere consentito prendere le armi per respingere un aggressore, o fare ricorso alla pena capitale.
Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra o sull'applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all'aborto e all'eutanasia." (da: Chiesa cattolica e pena di morte: risposte alle domande più frequenti, a cura di Francesco d'Alpa)

Il testo del Memorandum: Dignità a ricevere la santa comunione. Principi generali, lo si può leggere qui:

http://www.ratzinger.us/modules.php?nam ... le&sid=140

Sostanzialmente, la posizione della Chiesa su questo tema in generale la si trova sul Catechismo della Chiesa cattolica, comandamento NON UCCIDERE.

http://www.vatican.va/archive/catechism ... 2a5_it.htm

2258: "La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente."

Una posizione cattolica:
http://etendard.blogspot.com/2009/02/pe ... -e-un.html

(...)"La Chiesa in questi anni ha accentrato il richiamo al rispetto della vita umana, come bene sacro e inviolabile, per le tragedie storiche che nel Novecento hanno portato a una sua tremenda svalutazione. La chiesa così si oppone alle ideologie.
Ma il cardine dell'annuncio cristiano -che forse a volte viene dimenticato- è anzitutto (e deve essere sempre) la salvezza dell'anima e la vita eterna. Il male assoluto, per la Chiesa, è il rifiuto di Cristo (il peccato), non la morte fisica.
E il bene supremo non è la vita terrena, ma la salvezza dell'anima e la conseguente risurrezione del corpo, che finalmente non sarà più sottoposto alla malattia, al dolore e alla morte. Allora "la carezza del Nazareno" -come dice l'Apocalisse- "tergerà ogni lacrima dai nostri occhi" e avremo l'eterna giovinezza e una felicità inimmaginabile, che non passa." (Antonio Socci: Per la Chiesa la vita terrena non è un assoluto, su Libero, 15 febbraio 2009).

Nell'Evangelium vitae Giovanni Paolo ll così scrive:(...)"...con l'autorità che Cristo ha conferito a Pietro e ai suoi successori, in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica, CONFERMO CHE L'UCCISIONE DIRETTA E VOLONTARIA DI UN ESSERE UMANO INNOCENTE E' SEMPRE GRAVEMENTE IMMORALE... "
(...)"Vi sono situazioni in cui i valori proposti dalla Legge di Dio appaiono sottoforma di un vero paradosso. E' il caso, ad esempio, della legittima difesa, in cui il diritto a proteggere la propria vita e il dovere di non ledere quella dell'altro risultano in concreto difficilmente componibili (...)...la legittima difesa può essere non soltanto un diritto, ma un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri, del bene comune della famiglia o della comunità civile."
(...)"Niente e nessuno può autorizzare l'uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante..."

I termini chiave sono "innocente" e "intenzionalità" (volontà di...) e, secondariamente, "terrena".

E' INVIOLABILE (sacra, intangibile, indisponibile) IN MODO ASSOLUTO LA VITA UMANA TERRENA INNOCENTE.

Se ci mettiamo, poi, dalla parte di chi viola la vita umana innocente, deve esserci intenzionalità per considerare l'atto gravemente immorale. Fino a dire che, nel caso comprovato per esempio di accanimento terapeutico, l'interruzione del trattamento non significa che si vuole procurare la morte, ma piuttosto indica l'accettazione del fatto che non la si possa impedire (Catechismo Chiesa cattolica, 2278).

In caso di guerra "accade purtroppo che la necessità di porre l'aggressore in condizione di non nuocere comporti talvolta la sua soppressione. In tale ipotesi, l'esito mortale va attribuito allo stesso aggressore che vi si è esposto con la sua azione, anche nel caso in cui egli non fosse moralmente responsabile per mancanza dell'uso della ragione." (Evangelium vitae, facendo riferimento a Tommaso d'Aquino -Summa T.)

Torniamo alla pena di morte.
(...)" Se i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere le vite umane dall'aggressore e per proteggere l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana..." (Catechismo Chiesa cattolica,2267).

Tuttavia, in questo caso -della pena di morte (e della guerra)- "ci può essere diversità di opinione anche tra i cattolici..." (succitato Memorandum).

Alcuni interrogativi:
1. Uno Stato di diritto decide di condannare a morte qualcuno (per es. molti Stati degli USA) e esegue la sentenza. Dal punto di vista della Chiesa, che non interviene in favore della vittima, si tratta del: "Date a Cesare quel che è di Cesare"? (Realpolitik?)

2. La vittima della condanna a morte (in carcere da anni e nel frattempo magari pentita e, poniamo, fattasi cattolica) non è più in grado di nuocere. Allora perchè accettare da parte della Chiesa l'esecuzione?

3. E nel caso in cui il condannato a morte, se rimasto in vita, avesse poi riconosciuto il suo debito e si fosse pentito? Con l'esecuzione della pena si preclude a questa vita umana la possibile felicità perenne (eterno per me significa che non ha inizio e non ha fine).

4. Perché "l'esito mortale va attribuito allo stesso aggressore che vi si è esposto con la sua azione, anche nel caso in cui esso non fosse moralmente responsabile, per mancanza dell'uso della ragione"? (vedi sopra).

5. Cosa impedisce alla Chiesa di schierarsi apertamente (dottrinalmente) dalla parte di Caino (reso innocuo), cioè contro la pena di morte?

Il comune di Monteforte Irpino scrive al papa:
http://www.ildialogo.org/campagne/noallapena.htm

e ancora, forse l'articolo più completo:

http://www.luigilorenzetti.net/files/la ... _morte.pdf

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Spunti:
http://alzalosguardo.blogspot.com/2009/ ... ibero.html

Quattro articoli interessanti di: Roberta de Monticelli, Mons. Betori, teologo Mancuso e Giuliano Ferrara.
http://www.gabrielederitis.it/wordpress/?p=1461

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